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Ordinanza Caldo Regione Lombardia 2026: Guida pratica per Aziende e Cantieri

Con l’arrivo dell’estate, la gestione del rischio microclima nei luoghi di lavoro cessa di essere una semplice raccomandazione per diventare un preciso obbligo di legge, presidiato da rigidi controlli e sanzioni di natura penale.
12 giugno 2026 di
Ordinanza Caldo Regione Lombardia 2026: Guida pratica per Aziende e Cantieri
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A dare un'importante stretta per la stagione estiva è l’Ordinanza n. 484 della Regione Lombardia, che introduce misure tassative e lo stop obbligatorio alle attività all'aperto nelle ore più critiche della giornata.

In questo articolo vediamo nel dettaglio cosa prevede la norma, quali sono i settori coinvolti, come monitorare il rischio e quali misure organizzative il Datore di Lavoro deve implementare immediatamente per tutelare i lavoratori e proteggere l'azienda.

Stop ai lavori all'aperto dalle 12:30 alle 16:00: i settori coinvolti

L'ordinanza stabilisce un divieto assoluto di svolgere attività lavorative che comportino un'esposizione prolungata al sole nella fascia oraria 12:30 - 16:00. Il provvedimento è già in vigore e rimarrà attivo fino al 23 settembre 2026.

Il blocco non scatta indistintamente per tutti, ma si applica obbligatoriamente a tre macro-settori specifici operanti all'aperto:

  1. Cantieri edili e stradali: Attività di costruzione, manutenzione e ingegneria civile condotte all'esterno.

  2. Agricoltura e florovivaismo: Lavorazioni nei campi, serre non climatizzate e cura del verde.

  3. Cave: Attività estrattive a cielo aperto.

Quando scatta l'obbligo? Il sistema Worklimate

Il divieto di lavoro nella fascia 12:30 - 16:00 non è fisso per tutti i giorni dell'estate, ma è strettamente legato alle condizioni meteo-climatiche effettive.

La sospensione delle attività scatta esclusivamente nei giorni in cui la piattaforma Worklimate segnala un livello di rischio "ALTO" per i lavoratori esposti al sole con attività fisica intensa.

Come deve comportarsi l'azienda?

Il Datore di Lavoro, i dirigenti o i preposti hanno l'obbligo di consultare quotidianamente il portale Worklimate nella sezione dedicata all'ordinanza "caldo-lavoro". Le previsioni del livello di rischio fungono da vero e proprio indicatore vincolante: se il rischio è "Alto", il cantiere o l'attività agricola all'aperto deve fermarsi nelle ore indicate.

Obblighi e misure di prevenzione nel DVR

L'ordinanza regionale non si limita a imporre il divieto orario, ma richiama con forza la responsabilità del Datore di Lavoro (ai sensi del D.Lgs. 81/08) nell'adottare tutte le misure di prevenzione necessarie a contrastare il rischio da calore e da radiazione solare.

Le aziende devono predisporre una precisa strategia organizzativa che includa:

  • Rimodulazione dei turni: Anticipare l'inizio dei lavori all'alba e programmare le attività più gravose dal punto di vista fisico nelle ore meno calde.

  • Pause strategiche: Istituire pause frequenti da svolgersi in aree ombreggiate, ventilate o, dove possibile, in locali climatizzati per consentire l'abbassamento della temperatura corporea.

  • Idratazione costante: Mettere a disposizione dei lavoratori acqua fresca e soluzioni saline integrate, incoraggiandone il consumo regolare (almeno un bicchiere d'acqua ogni 15-20 metri).

  • Fattore acustico (Deroghe comunitarie): Per favorire lo slittamento degli orari di lavoro all'esterno nelle prime ore del mattino o alla sera, l'ordinanza invita i Comuni a concedere deroghe temporanee ai limiti di rumore per le attività di cantiere.

Le sanzioni: il rischio è il Codice Penale

L'inosservanza delle disposizioni previste dall'Ordinanza n. 484 non comporta una semplice sanzione amministrativa o pecuniaria. La violazione del divieto configura il reato previsto dall'Articolo 650 del Codice Penale (Inosservanza dei provvedimenti dell'Autorità), punibile con l'arresto o con l'ammenda, salvo che il fatto non costituisca un reato più grave (come nel caso di infortunio o malore grave legato al colpo di calore, dove subentrano le lesioni colpose o l'omicidio colposo).

Come adeguare l'azienda con SEI2SEI Consulting

Il rischio legato alle alte temperature e al microclima non può essere gestito "all'occorrenza", ma deve essere formalmente valutato all'interno del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) dell'azienda.

In caso di ispezione da parte dei tecnici dell'ATS, la mancanza di una specifica procedura di gestione del rischio caldo o il mancato recepimento dell'ordinanza regionale possono portare al blocco immediato delle attività e a prescrizioni penali.

Il team di SEI2SEI Consulting è al fianco delle imprese e dei coordinatori della sicurezza nei cantieri (CSE) per:

  • Aggiornare il DVR con la valutazione specifica del rischio microclima e radiazioni solari.

  • Redigere le procedure aziendali per la gestione delle emergenze da calore.

  • Rimodulare i Piani di Sicurezza e Coordinamento (PSC) e i POS dei cantieri in linea con l'ordinanza.

Non aspettare l'arrivo della prossima ondata di calore per mettere a norma la tua azienda.

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⚠️ SCADENZA IMMINENTE: Mancano 30 giorni per l'aggiornamento Preposti (’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025)